lunedì 13 dicembre 2010

GLI ALBERGHI UP-SCALE DI LONDRA SPAZZANO VIA LA CRISI


Per gli alberghi della capitale inglese i momenti difficili sembrano davvero alle spalle. Secondo quanto riporta Tri hospitality consulting, durante lo scorso ottobre le strutture londinesi a 4 e 5 stelle hanno, infatti, registrato un tasso di occupazione superiore al 90%. E ciò per il secondo mese consecutivo e il quarto, in totale, nel corso del 2010. Tale dato è stato peraltro accompagnato da risultati più che lusinghieri anche in termini di ricavo per camera disponibile (revpar), il cui indice è cresciuto del 13% rispetto a ottobre 2009, assestandosi a quota 246,15 sterline. Grazie a tutto ciò, durante i primi dieci mesi dell'anno la redditività degli alberghi up-level londinesi è aumentata del 43% rispetto allo stesso periodo del 2009. «Per raggiungere performance di tale livello», racconta il managing director Tri hospitality consulting, Jonathan Langston, «è necessario che la domanda sia buona in ogni segmento di mercato. Ed è precisamente ciò che è accaduto a Londra, dove, a un'estate particolarmente positiva in termini di presenze leisure, è seguita una ripresa sostanziale della domanda business e corporate, accompagnata da una serie di grandi eventi, capaci di attirare un gran numero di visitatori».
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I TREND DEL TURISMO 2011 SECONDO IHG

L’industria del turismo si sta trasformando radicalmente, influenzata dalla situazione economica ancora incerta e dai tagli sulle spese che condizionano il modo di pianificare e prenotare i viaggi: si è meno disposti a rischiare quando si sceglie e oggi più che mai si fa attenzione al risparmio e alla condivisione delle esperienze. Sia gli ospiti d’affari sia i turisti leisure hanno, inoltre, costante accesso alle informazioni e cercano sempre di trarre il massimo profitto dal proprio viaggio. Queste nuove attitudini di consumo hanno spinto il settore verso una nuova fase di innovazione, generata dagli sforzi dei gruppi alberghieri volti a trovare sempre nuovi modi di raggiungere e attrarre i clienti». Così il presidente area Emea (Europe Middle East e Africa) dell'InterContinental group (Ihg), Kirk Kinsell, commenta i dati di una recente ricerca, realizzata dalla propria compagnia tra i 3 mila frequent traveller, soci del programma Priority club rewards, tesa a individuare i trend del mercato turistico internazionale nel 2011. Per scoprire le cinque macro-tendenze del prossimo anno. (Newsletter Job in Tourism‏)

mercoledì 8 dicembre 2010

CENA DI NATALE

Carissime colleghe anche quest'anno l'associazione italiana housekeeper ha il piacere di augurare buon natale e un sereno anno nuovo alle sue socie.incontrandole il 15 dicembre 2010 a Roma al ristorante LELULO' che si trova a Roma in via Romagna 20, 22, prolungamento di via PO dopo le MURA AURELIANE, alle ore 19:45 prezzo a persona 30 €.
sito ufficiale del locale: www.lelulo.it

sabato 4 dicembre 2010

LE MANCE MIGLIORI VANNO AL PERSONALE AI PIANI

«Una carrozza con tiro a quattro per il transfer dall’aeroporto», «una camera con vista mare a Firenze», «messaggi d’amore inseriti in omaggi floreali», «letti in posizione bioenergetica», «un addetto per rimboccare le coperte», «una serenata sotto la finestra dell’hotel» e, dulcis in fundo, «il parcheggio auto a Venezia». Sono queste solo alcune delle richieste più stravaganti (improbabili, ma vere!) alle quali devono far fronte gli albergatori italiani. È quanto emerge da un recente sondaggio promosso dal portale LateRooms tra gli stessi protagonisti dell’hôtellerie della penisola, al fine di tracciare un profilo dei loro clienti (italiani e stranieri), sottolineandone vizi, virtù, abitudini e stranezze. L'indagine, a cui ha partecipato più di un migliaio di strutture alberghiere affiliate a LateRooms.com, mostra, innanzitutto, che le prenotazioni on-line sono più diffuse tra gli stranieri (71,5%), soprattutto per i soggiorni brevi come i weekend (86,4%). La formula più richiesta è poi il b&b (96,2%). In tema di educazione, inoltre, gli albergatori italiani non hanno dubbi: i turisti europei sono più affidabili ed educati dei viaggiatori orientali e di quelli americani, rispettivamente al secondo e al terzo posto di questa speciale classifica. Un altro dato interessante, infine, è legato alla distribuzione delle mance: il personale ai piani riceve quelle più cospicue, seguito dai camerieri di sala e dallo staff del front desk. Un segno, quest’ultimo, di come siano ormai davvero definitivamente tramontati, da questo punto di vista, i tempi d’oro del ricevimento, una volta principale destinatario della generosità degli ospiti.(Newsletter Job in Tourism)‏

IHG E MARRIOTT: OBIETTIVO INDIA


«L’India è il secondo mercato asiatico per tasso di sviluppo alberghiero: nei prossimi tre anni ci si aspetta che il numero di camere appartenenti agli hotel di catena raddoppi, arrivando a una cifra complessiva di circa 120 mila stanze». Le parole del presidente e chief operating officer di Marriott International, Arne Sorenson, ben sintetizzano le radici di quella che può essere considerata una vera e propria gara dei maggiori gruppi internazionali per intercettare la crescente domanda di ospitalità del mercato indiano. Marriott, in particolare, intende passare dagli attuali undici hotel a 41 entro il 2013, per arrivare a 100 entro il 2015, coinvolgendo nell’operazione sette dei suoi brand. Nello stesso lasso di tempo, InterContinental (Ihg) punta a triplicare la propria presenza nel sub-continente indiano, passando dagli attuali 12 alberghi a oltre trenta in cinque anni. Al centro della politica di espansione Ihg ci sono soprattutto i propri brand limited service Holiday Inn e Holiday Inn Exspress. «A seguito della forte crescita economica del paese e del conseguente sviluppo di una consistente classe media nel paese», racconta il managing director Ihg Asia Australasia, Jan Smits, «stiamo registrando un sensibile incremento della domanda nel segmento mid-market». L’espansione Ihg in India dovrebbe interessare soprattutto le principali metropoli indiane, nonché alcuni centri secondari di importanza chiave.
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domenica 28 novembre 2010

UNA SUITE DA FAVOLA PER PICCOLE OSPITI


Dopo il Plaza Athénée a Parigi, l’hotel Husa Princesa a Barcellona e il Palm Resorts a Las Vegas, anche in Italia arriva un nuovo concept di suite davvero originale. Niente a che vedere, però, con le Presidential da 250 metri quadrati con piscina infinity e vista sul panorama circostante. Questa volta, la camera è dedicata soprattutto ai più piccoli e, in particolare, alle giovanissime ospiti dell’albergo. Da una collaborazione tra la Mattel e il Grand Hotel Savoia di Cortina d’Ampezzo (della catena Mythos Hotels) è nata, infatti, la Barbie suite: la stanza, rigorosamente pink e decorata con i motivi tipici della fashion doll più famosa al mondo, è comunicante con quella dei genitori e accoglierà le piccole ospiti con una serie di immancabili regali, griffati, naturalmente, Barbie.
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CHI È VERAMENTE IL MAGGIORDOMO D’HOTEL


L’industria dell’ospitalità è uno dei settori economici dal potenziale di crescita più alto, ma anche un segmento dove la competizione si sta facendo sempre più feroce. Gli hotel, perciò, stanno cercando costantemente nuove strategie per differenziare la propria offerta da quella dei competitor. In tale contesto, alcune strutture hanno deciso di introdurre al proprio interno la figura del maggiordomo, con l’intento di rendere i propri servizi sempre più adeguati alla nuova frontiera del soggiorno esperienziale. «Il problema», racconta l’hotel butler dell’Alvear Palace di Buenos Aires, nonché autore del blog Hotel guest experience design, Osvaldo Torres Cruz, «è che spesso c’è poca chiarezza sull’effettivo ruolo del maggiordomo. In molti casi, per esempio, è la stessa posizione del butler d’hotel a non essere compresa pienamente dal resto dello staff alberghiero, con le relative ripercussioni negative sull’efficienza della struttura che ciò comporta. Il maggiordomo, in particolare, è il collegamento diretto tra un hotel e l’anello più importante della catena di servizio: l’ospite. La sua posizione gli permette di godere di una assoluta prossimità con il cliente: egli viene così a conoscere l’universo razionale ed emozionale di ogni singolo viaggiatore e può perciò aggiustare il proprio servizio sulle reali esigenze di ciascun ospite. Per questo stesso motivo, il butler è la fonte di informazione ideale per tutti gli altri comparti, che sulle sue indicazioni dovrebbero tarare i rispettivi servizi, al fine di far raggiungere ai propri clienti il massimo livello di soddisfazione possibile».
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