domenica 15 aprile 2012
L'HR MANAGER DEL FUTURO DOVRÀ AVERE ESPERIENZE MULTIPLE
Saper andare oltre il proprio ruolo, a cui affiancare esperienze e competenze diverse. Sono le skill che i responsabili risorse umane dovranno sviluppare nel futuro per rimanere competitivi sul mercato. Lo sostiene Manuel de Miranda, capo del gruppo human resources practice della società Usa di ricerca di personale, Egon Zehnder: «Nei prossimi anni, ai responsabili risorse umane verranno sempre più richieste esperienze in altri ruoli rispetto al proprio. Gli hr manager con queste caratteristiche, infatti, tendono a pensare la propria figura in modo più strategico, con una particolare attenzione ai conti in bottom line della compagnia». Da molti anni la Egon Zehnder compie periodiche valutazioni del management delle imprese. E, per quanto riguarda i responsabili risorse umane, i dati premiano appunto coloro che hanno avuto esperienze pregresse in ruoli differenti dal proprio. Questi, in particolare, raggiungono generalmente punteggi migliori in tre aree di competenza critiche per la valutazione della propria leadership: l'orientamento al risultato, l'orientamento strategico e la flessibilità.(Newsletter Job in Tourism)
venerdì 13 aprile 2012
RIUNIONE APRILE 2012
Carissime colleghe il 18 aprile 2012 ci sara' la prossima riunione presso l' hotel SHERATON ROMA EUR alle ore 18:00. non mancate e buon lavoro
mercoledì 4 aprile 2012
SEI SECONDI PER DECIDERE IL DESTINO DI UN CANDIDATO
Nonostante la maggior parte dei responsabili delle risorse umane sostengano di trascorrere, in media, almeno quattro minuti ad analizzare ciascun curriculum vitae ricevuto, sono solo sei i secondi che decidono del destino di ogni candidato e delle sue possibilità di essere convocato per un colloquio. Lo sostiene una recente indagine della società di consulenza del lavoro a stelle e strisce TheLadders, che ha analizzato il comportamento dei reclutatori di fronte a un cv, tramite una particolare tecnica di studio chiamata eye tracking (letteralmente: rilevamento dell'occhio). Si tratta di un sistema d'indagine che mira a evidenziare dove e quanto a lungo si concentra l'attenzione di una persona, quando questa osserva un nuovo documento. Ebbene, oltre a scoprire che il tempo di attenzione, effettivamente dedicato dai responsabili risorse umane ai cv, si aggira attorno ai sei secondi, la ricerca ha anche rilevato i punti su cui i reclutatori si concentrerebbero maggiormente: per l'80% del tempo, ossia per circa quattro secondi e otto decimi sui sei totali a disposizione, l'attenzione andrebbe, in particolare, sui dati relativi al nome, alla posizione ricoperta attualmente dal candidato e a quella precedente, al tempo trascorso nelle due cariche e, infine, al livello di educazione. Tutte informazioni da tenere ben presenti, quando si compila un curriculum. Per evitare di sprecare anche un solo decimo di quei preziosi sei secondi, utili a convincere l'azienda a concederci almeno la chance di un colloquio. (Newsletter Job in Tourism)
venerdì 9 marzo 2012
RIUNIONE MARZO 2012
Carissime colleghe , vi comunico che la prossima riunione si svolgerà'a lo SHERATON ROMA EUR il 14 marzo 2012 alle ore 18:00. colgo l'occasione per sollecitare la presenza delle associate di Napoli. E' importantissimo che ci siamo tutte per un prossimo stand d'allestire il 28,29,30 marzo a Roma. buon lavoro
lunedì 5 marzo 2012
LA MAPPA EUROPEA DELLA TASSA DI SOGGIORNO
Dopo Roma, Firenze e Venezia, anche Pisa la ha adottata, mentre a Milano se ne discute proprio in questi giorni l'introduzione. La tassa di soggiorno non cessa di far parlare e alimenta continue polemiche tra gli operatori, preoccupati degli effetti negativi dell'imposta sui flussi turistici, e gli amministratori, impegnati a trovare la difficile quadra dei propri conti. Il motore di ricerca trivago.it ha così pensato di condurre un rapido confronto tra alcune delle principali destinazioni italiane ed europee, dato che l'imposta di soggiorno si sta ormai diffondendo in tutto il Vecchio continente. In Francia, in particolare, hanno da poco festeggiato il centenario della Taxe de séjour: l’imposta comunale istituita nel 1910 con l’obiettivo di ricavare fondi per finanziare la promozione turistica. A Berlino, invece, farà il suo debutto il 1° gennaio 2013, con un contributo fisso del 5% sul valore del pernottamento. La capitale tedesca seguirà peraltro l'esempio di altre 19 destinazioni nazionali che hanno introdotto il balzello negli ultimi anni: a Colonia e a Duisburg, in particolare, è presente la medesima aliquota, mentre a Brema si va da 1 fino a 3 euro a notte, a seconda della tipologia di sistemazione. In alcune ulteriori città, inoltre, tra cui Dresda e Amburgo, l’introduzione è ancora in discussione, mentre altre destinazioni hanno già optato per il no, come Lipsia e Francoforte. In Spagna, poi, la Catalogna si sta avviando proprio in questo periodo a introdurla. Ad Amsterdam e in molte altre località olandesi, infine, la tassa equivale, come in numerose città tedesche, al 5% del soggiorno.(Newsletter Job in Tourism)
sabato 25 febbraio 2012
SPORT E LAVORO: STESSI OSTACOLI PER DONNE E ATLETI
Le professioniste e gli atleti hanno una cosa in comune: gli ostacoli psicologici da affrontare per avere successo e fare carriera nel proprio ambito. Lo sostiene l'ex allenatore olimpico, Nad Philips. In particolare, l'attuale business coach, e consulente della multinazionale della formazione Cegos, avrebbe individuato quattro blocchi che limiterebbero al contempo le possibilità di successo di donne e sportivi. Il primo jobstacle (gioco di parole tra i termini inglesi «job» – lavoro e «obstacle» – ostacolo) riguarda così la paura di competere: secondo Philips, molte donne non fanno progressi di carriera proporzionali alle proprie potenzialità, perché non si sentono a loro agio durante la competizione: svilupperebbero, in altre parole, un ottimo spirito di squadra, ma tenderebbero, al contempo, ad aver paura di distinguersi rispetto al resto del gruppo. Anche un buon numero di atleti professionisti condividerebbe peraltro la stessa difficoltà. Philips ricorda di aver lavorato con uno sportivo professionista particolarmente bravo in allenamento, che non riusciva però a esprimersi al meglio durante le partite, perché temeva di perdere il sostegno dei propri compagni di squadra se si fosse dimostrato troppo bravo. Tuttavia, dopo aver condiviso le proprie preoccupazioni con il resto del team, le prestazioni dello stesso atleta migliorarono sensibilmente. Alcune donne, spiega perciò Philips, potrebbero aver bisogno di una conversazione simile con i propri colleghi.Il secondo Jobstacle riguarda il timore di non poter vincere: le donne lavoratrici affrontano quasi sempre più pressioni, in termini di tempo, rispetto agli uomini, soprattutto perché sono spesso più impegnate di questi ultimi nei lavori domestici. Oltre a ciò, sono frequentemente convinte di non avere reali possibilità di promozione o di non avere sufficiente energia e tempo per cercare un lavoro più impegnativo. Secondo Philips, perciò, le donne dovrebbero prendere consapevolezza del proprio nucleo di convinzioni limitanti, per potersene finalmente disfare e sviluppare al massimo le proprie potenzialità.
Il terzo jobstacle è quindi l'assenza del giusto allenatore. Per l'ex coach olimpico, infatti, le professioniste hanno bisogno di circondarsi di persone che credano in loro e le incoraggino. Tali messaggi possono venire da amici o mentori sul lavoro. Ma anche da un business coach professionista. A patto naturalmente che si tratti dell'allenatore giusto per le loro esigenze.
Il quarto e ultimo jobstacle, infine, ha a che fare con la tendenza a rimanere nella stessa gara troppo a lungo. Molte donne in carriera, che riescono a raggiungere il top del proprio settore, mostrerebbero, infatti, secondo Philips, una certa propensione a rimanere in quella che alcuni psicologi del lavoro chiamano la zona di comfort. Il rischio è quello di annoiarsi, e conseguentemente di diminuire il livello delle proprie prestazioni, oppure, peggio ancora, di diventare burn-out (di non essere, cioè, più competitive sul mercato). Un altro esempio sportivo può aiutare a comprendere il concetto: dopo un infortunio alla schiena e un estenuante anno di riabilitazione, uno sciatore allenato in passato da Philips era finalmente riuscito a tornare di nuovo sulle piste. Tuttavia divenne ben presto evidente che non era più disposto a correre gli stessi rischi che era, invece, abituato ad affrontare prima del trauma. Decise, quindi, di smettere, mentre era ancora al top, e di passare a una nuova carriera fuori dalle piste. «Mi capita, invece, con una certa frequenza di incontrare persone incapaci di imprimere una svolta alla propria vita quando il tempo è maturo», racconta l'ex allenatore olimpico. «Restare impigliati in questo jobstacle troppo a lungo significa, però, mettere a repentaglio le proprie possibilità di trovare nuovi sbocchi e di affrontare al meglio le mutate condizioni». (Newsletter Job in Tourism)
Il terzo jobstacle è quindi l'assenza del giusto allenatore. Per l'ex coach olimpico, infatti, le professioniste hanno bisogno di circondarsi di persone che credano in loro e le incoraggino. Tali messaggi possono venire da amici o mentori sul lavoro. Ma anche da un business coach professionista. A patto naturalmente che si tratti dell'allenatore giusto per le loro esigenze.
Il quarto e ultimo jobstacle, infine, ha a che fare con la tendenza a rimanere nella stessa gara troppo a lungo. Molte donne in carriera, che riescono a raggiungere il top del proprio settore, mostrerebbero, infatti, secondo Philips, una certa propensione a rimanere in quella che alcuni psicologi del lavoro chiamano la zona di comfort. Il rischio è quello di annoiarsi, e conseguentemente di diminuire il livello delle proprie prestazioni, oppure, peggio ancora, di diventare burn-out (di non essere, cioè, più competitive sul mercato). Un altro esempio sportivo può aiutare a comprendere il concetto: dopo un infortunio alla schiena e un estenuante anno di riabilitazione, uno sciatore allenato in passato da Philips era finalmente riuscito a tornare di nuovo sulle piste. Tuttavia divenne ben presto evidente che non era più disposto a correre gli stessi rischi che era, invece, abituato ad affrontare prima del trauma. Decise, quindi, di smettere, mentre era ancora al top, e di passare a una nuova carriera fuori dalle piste. «Mi capita, invece, con una certa frequenza di incontrare persone incapaci di imprimere una svolta alla propria vita quando il tempo è maturo», racconta l'ex allenatore olimpico. «Restare impigliati in questo jobstacle troppo a lungo significa, però, mettere a repentaglio le proprie possibilità di trovare nuovi sbocchi e di affrontare al meglio le mutate condizioni». (Newsletter Job in Tourism)
UN ALBERGO TUTTO DI LEGNO, SENZA CHIODI NÉ COLLA
Il progetto si attiene fedelmente ai principi del Feng Shui, mentre gli alberi utilizzati per realizzare l'hotel sono stati tutti tagliati nei giorni di luna calante, quando le radici trattengono sostanze preziose che rendono il legno più resistente a parassiti e muffe. Il guscio esterno di cirmolo, inoltre, ha il pregio di rallentare i battiti cardiaci e assicura agli ospiti delle 12 camere e suite un sonno ristoratore. Stiamo parlando della nuova struttura completamente ecologica, inaugurata recentemente dalla famiglia Geissler a Oberjoch, nell'Algovia bavarese. Costruito interamente in legno, e senza l'impiego di chiodi, colle e materiali chimici, il Berghotel Mattlihüs rappresenta l'unico 4 stelle di questo genere in Germania. Rigorosamente ecologici sono infatti anche l'energia impiegata per il funzionamento dell'hotel, nonché i sistemi di trattamento dell'acqua e dei rifiuti: per le toilette dei bagni, per esempio, viene impiegata esclusivamente acqua piovana. Poco distante dalla stazione sciistica di Bad Hindelang, l'hotel è inoltre circondato da prati ricchi di erbe, anche queste ampiamente utilizzate in cucina per una proposta f&b veramente a chilometri zero.(Newsletter Job in Tourism)
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